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Trovati 2131 documenti.

Suoni
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Materiale linguistico moderno

Kandinskij, Vasilij Vasilʹevič - Kandinskij, Vasilij Vasilʹevič

Suoni : prose poetiche / Vasilij Kandiskij ; a cura di Nino Muzzi

Arcidosso : Effigi, 2023

Abstract: Il cielo non è azzurro, l’erba non è verde, il sentiero di montagna non è bianco, bensì l’Azzurro del cielo, il Verde dell’erba, il Bianco del sentiero ci vengono incontro e quasi ci assalgono, quando leggiamo le Prose poetiche di Kandinskij. Scritte fra il 1908 e il 1913 queste prose poetiche furono edite a Monaco nel 1913 in una bella edizione di lusso: trecento copie numerate e firmate dall’autore. L’opera dovrebbe rappresentare una fusione fra Poesia, Musica e Pittura. In un’intervista del 1938 Kandinskij, parlando di Klànge disse che si trattava di un lavoro sintetico in quanto le 54 xilografie che “ornavano” (parole sue) questi Suoni erano creazioni indipendenti, uscite insieme dallo stesso impulso dell’anima

Autoritratto automatico
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Materiale linguistico moderno

Fiori, Umberto

Autoritratto automatico / Umberto Fiori

Milano : Garzanti, 2023

Abstract: Camminando per la città ci si può ancora imbattere nelle cabine per fototessera. Sono ormai oggetti desueti, relegati in qualche angolo di stazione ferroviaria, o poco più. Si tratta però, a ben vedere, di oggetti peculiari di grande suggestione, fuori dal tempo, quasi «magici», dove si può entrare e isolarsi per un attimo chiudendo la tendina. E lì fotografarsi, avere un'immagine puntuale di sé stessi in un preciso istante. Affascinato dall'intreccio fra elemento soggettivo e dimensione impersonale dell'autoscatto automatico, Umberto Fiori, poeta tra i più riconoscibili e autorevoli della nostra letteratura, ne ha subito intuito il potenziale artistico e a partire dal 1968, per oltre cinquant'anni, ha scattato e raccolto i propri autoritratti in quella che oggi è una vera e propria collezione, stravagante quanto densa di implicazioni per una riflessione anche filosofica sui temi della conoscenza individuale. Le poesie raccolte in questo volume, tutte inedite, sono dedicate a quella che l'autore definisce una «curiosità privata», un «esercizio narcisistico» che tuttavia si configura prima di tutto e con originalissima energia espressiva come ricerca del proprio volto più autentico e come esplorazione abrasiva del sé che dice e racconta, senza concessioni e senza indulgenze. Autoritratto automatico, libro ricco quanto imprevedibile, acceso da innumerevoli elementi magnetici per il lettore, allestisce una sorta di autobiografia poetica che è al contempo una riflessione sull'identità e sul carattere mutevole ed effimero dell'essere umano.

Salvo il crepuscolo
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Cortázar, Julio

Salvo il crepuscolo / Julio Cortázar ; traduzione di Marco Cassini

Roma : Sur, 2022

Abstract: Durante il suo lungo percorso letterario Julio Cortázar ha sempre scritto poesia, considerandola un rifugio, un luogo dove tornare a casa. Quando ormai sapeva di essere prossimo alla morte volle sistemare il suo corpus poetico in questo libro, che perciò viene considerato dalla critica il suo testamento artistico. Salvo il crepuscolo consiste di circa centocinquanta poesie, ma offre anche godibilissime pagine in prosa che fanno da contrappunto ai versi. In questi brani, un Cortázar ormai consacrato racconta in una sorta di laboratorio creativo il suo stesso compito di selezione e sistemazione della raccolta: lo vediamo rovistare in vecchi cassetti, trascrivere versi recuperati da fogli e scontrini, da pagine strappate o preziosi quaderni di carta giapponese, tracciando così una cronistoria interna al libro stesso. Le forme si alternano con ironia e profondità, come in ciascuna delle opere dell'autore argentino, mentre vediamo sfilare una sequela di personaggi o di figure con cui l'autore instaura un ideale, brillante dialogo: da Dafne a Mallarmé, da Poe a Holderlin, da Giulio Cesare a Rilke, da Marco Polo a Janis Joplin. Un prezioso volume per completare la conoscenza di Cortázar o per avvicinarsi per la prima volta alla sua opera.

Ballate di Lagosta
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Sinicco, Christian

Ballate di Lagosta / Christian Sinicco

Roma : Donzelli, 2022

Abstract: Il dato biografco sembra connaturato a quello geografco in questo poeta nato a Trieste nel 1975. Christian Sinicco, fondatore della Lega Italiana Poetry Slam, tra le molte attività per la poesia, monitora e segue il progetto L'Italia a pezzi. Antologia dei poeti in dialetto e in altre lingue minoritarie (2014). Dopo anni di occupazioni instabili e lotta al precariato, oggi è sindacalista Cgil e lavora per una concessionaria autostradale in una zona di transito tra Nord Europa, Adriatico e Balcani. Al mare proteso verso Oriente, nell'onda lunga di una Mitteleuropa som mersa ma residua, è legata la sua raccolta più compiuta, Ballate di Lagosta, con affondi nel mare nostrum inteso non come casa, o habitat naturale, ma possibilità di movimento e voce. Moto che con Sinicco si impone per insurrezione primitiva, solo in seconda battuta per acquisizione, e sempre come canto. È a Lagosta (in croato Lastovo), isola della Dalmazia meridionale e luogo nuovo ed estraneo che, dopo un viaggio di svago, il poeta trova la sua Permanenza biologica, quasi pre-verbale. Non il racconto di sé e del proprio bios, piuttosto quello di un altro nucleo familiare, con la processione di Ferragosto e i rituali di persone e affetti acquisiti - Marija e Ambroz, Marijana, Jadro, Sara - pronti per alterità a farsi uomo e personaggio («l'isola è un uomo»). Individualità spiccate che si compenetrano nella collettività dei sensi e del rito: la ballata antica e popolare, il sonetto d'amore spinti alle soglie della canzone e del rap nell'intento multiplo di preservare la diversità di ogni singola voce del coro. Come nell'ultima sezione che è l'ipotesi meno scontata cui la raccolta pare aderire: il ritorno degli «spariti nelle onde», i migranti, dei quali - al pari di Marija, Ambroz, Jadro - il poeta recupera l'isola, il tuffarsi nell'oltre del suono che erode la sparizione.

L'amore da vecchia
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Lamarque, Vivian

L'amore da vecchia / Vivian Lamarque

Milano : Mondadori, 2022

Abstract: In questi nuovi versi, vivaci e freschissimi, quasi con ironia a dispetto del titolo che li presenta, Vivian Lamarque torna ai lettori con un'opera ricca di impressioni e memoria, di vicende e presagi, che si susseguono come nelle scene di un ampio, libero film. Sono poesie in cui l'autrice si affaccia alle immagini del sempre più frequente insorgere del ricordo e all'apparire anche di volti familiari, riuscendo comunque a conservare intatta la propria vitale attitudine ad aprirsi all'incanto e agli spunti più vari dell'immaginazione. Lamarque ragiona poeticamente sul «fascino discreto degli amori non corrisposti», sull'idea dell'amore «inventato», propone narrazioni, in un'ampia, sorprendente mitologia personale che chiama a raccolta il grande cinema e grandi poeti (da Orazio e Virgilio, con riferimenti a Pascoli e Saba, Penna e Caproni). Si esprime coinvolgendo una realtà animale e vegetale, o la città con i suoi riti anche quotidiani, e poi luoghi di mare, viaggi, ricognizioni sensibilissime in uno spazio/tempo autobiografico. Introduce, con il garbo che le è consueto, pensieri sul senso stesso e sulla natura della poesia in un percorso di consapevolezza nel cuore dell'esperienza. Ma è ben presente, in L'amore da vecchia, un generale senso di provvisorietà del vivere, che porta in sé la coscienza pervasiva del futuro, inevitabile nulla, del non esserci più, fino al momento del nostro «ultimo pensiero». E a tutto questo si aggiunge, nell'età dell'inverno, di cui l'autrice sente il progredire, l'attenzione al presente, con le sue nuove, impreviste minacce. Lamarque muove i suoi passi con una felice varietà di soluzioni espressive, passando da componimenti fittamente prosastici ad altri più sottilmente e sempre incisivamente scanditi, conservando gli accenti di raffinato tono colloquiale in cui si manifesta un lirico senso di pacata e umanissima saggezza.

Le campane
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Materiale linguistico moderno

Bre, Silvia

Le campane / Silvia Bre

Torino : Einaudi, 2022

Abstract: Nella vita - dice una poesia di questa raccolta - siamo attirati da distanze che ci chiamano, che non vediamo e non conosciamo, come da un suono di campane lontane. È un suono remoto, misterioso, un battito originario, nei cui rintocchi la parola poetica nasce e ritorna, ogni volta, per dissolversi. Nelle campane - nella poesia - Silvia Bre cerca di cogliere ritmi che scorrono sotterranei alla vita ma che della vita, non solo individuale, sono la linfa nascosta. A volte è necessario un salto mortale, della percezione e della grammatica. Ma più spesso questa lingua poetica si affina per concentrazione, per elisione, per cancellazione di tutto ciò che è superfluo, nella tensione verso l'origine delle cose, nell'attenzione per i nessi che le legano, per l'attimo di senso quando si dilata e sembra eterno. Le campane non possono non avere anche un aspetto mortuario, commemorativo. E infatti, verso la fine della raccolta, le note assumono un tono quasi cimiteriale e il lessico si infoltisce di «polvere», di «scheletri», di «tenebre». Come se la vibrazione delle campane precedesse e oltrepassasse il rintocco della vita, e rivelasse infine un mistero siderale, l'annuncio di una «lingua celeste dello sparire».

Sotto falso nome
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Simoncelli, Stefano

Sotto falso nome / Stefano Simoncelli

Ancoa : PeQuod, 2022

Poesie
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Shelley, Percy Bysshe

Poesie / Percy Bysshe Shelley ; cura e traduzione di Franco Giovanelli

Roma : Newton Compton, 2022

Abstract: La poesia di Percy Bysshe Shelley è emblematica di quel gusto romantico tipicamente inglese che travolse l'Europa con il suo impeto figurativo e la sua frenesia verbale. L'esuberanza fantastica di Shelley, la sua totale immersione nell'universo si esprimono attraverso un alternarsi di immagini dolorose e terrificanti con attimi di infinita dolcezza e di idilliaca serenità. Attratto dal miraggio di una realtà trascendente e al tempo stesso ansioso di vederla realizzata, diviso tra vitalità dirompente, ebbrezza gioiosa e momenti di disperata e solitaria malinconia, Shelley è il cantore dell'enfasi assoluta, dell'esaltazione mistica.

Gli annali dell'anima
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Frosali, Alberto

Gli annali dell'anima / Alberto Frosali

[S.l.] : Mondi (di)versi, c2022)

Sogni di una notte berbera
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Bouhlal, Siham - Bouhlal, Siham

Sogni di una notte berbera = Songes d'une nuit berbère / Siham Bouhlal ; traduzione e cura di Nino Muzzi

Arcidosso (GR) : Effigi, 2022

Abstract: Brevi ma intense poesie di una donna, prima che poeta, amante e combattente per i diritti civili nella sua terra, il Marocco. In queste poesie si canta l’amore per un uomo che fu per molti anni un importante personaggio politico del Marocco che nella prima parte della sua vita subì il carcere in quanto combattente per i diritti civili e uscito dal carcere nella “primavera araba”, collaborò con il cambiato regime del successore del sovrano alla Commissione per l’equità e la riconciliazione. Morì di un cancro allo stomaco nel 2007. Il suo corpo malato apre questa raccolta di poesie con accenti strazianti.

Nature umane
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Balzano, Marco

Nature umane / Marco Balzano

Torino : Einaudi, 2022

Abstract: Altre esistenze, note a margine, mezze verità, testimonianze, particolari in controsenso: queste, e altre ancora, le immagini con cui Marco Balzano prova a classificare le poesie che lo accompagnano da molti anni (non tutti i suoi lettori sapranno che ha esordito appunto come poeta nel 2007) e che trovano ora, con quelle più recenti e inedite, una definitiva sistemazione nelle Nature umane che le raccolgono. Poesia che prova a scalfire la crosta dell'apparenza, come ha osservato Giampiero Neri; tensione gnomica che attraversa le parole, secondo il giudizio di Giancarlo Pontiggia; testi che indagano e custodiscono qualche scintilla di senso, di dubbio, di verità, e che si offrono al lettore come «le arance fasciate nella paglia», capaci di illuminare antichi e nuovi inverni. La scrittura poetica nasce qui dal dettaglio concreto, materico: l'oggetto improvvisamente colto dallo sguardo è interrogato dalla mente e dalla coscienza, e manifestato nel «rosario più scheggiato», quello delle parole, trasformandosi in un breve dispositivo ritmico che ne potenzia e moltiplica i significati, spiazza le aspettative, turba. La parola poetica, annotava Balzano in Le parole sono importanti (2019), «crea l'interpretazione»: si offre al lettore e lo impegna a non essere soltanto «animale senz'anima, nient'altro che vivente». Gli chiede di camminare «sotto il dirupo», ricordando (con profumo dantesco) che «in questa vigilia eterna la borraccia è la sola cosa che va tenuta stretta» (Fabio Pusterla).

Alla guerra (Poesie)
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Bonelli, Luca <1963 ->

Alla guerra (Poesie) / Luca Bonelli

Lecce : Pensa multimedia, 2022

Pier Paolo Pasolini
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Moscati, Italo

Pier Paolo Pasolini : vivere e sopravvivere / Italo Moscati

Roma : Castelvecchi, 2022

Abstract: La vita e l'opera di Pier Paolo Pasolini raccontate scena dopo scena come in un film dalla regia evocativa di Italo Moscati, che lo ha conosciuto e frequentato. Il riuscito tentativo di attraversare «lavori, poesie, romanzi, film, senza il fantasma e la maschera del cadavere martirizzato» riscatta la figura del poeta, romanziere, regista, scrittore corsaro dal suo mito, restituendolo alla sua grandezza e anche alla sua disperazione. Un'opera alla volta, nella successione degli episodi, Moscati ci mostra come Pasolini sia sopravvissuto, nella sua feconda e provocatoria arte, alla persecuzione senza posa di cui è stato oggetto, al di fuori di se stesso, senza tempo.

Fuoco e ghiaccio
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Frost, Robert

Fuoco e ghiaccio : poesie / Robert Frost ; traduzione di Silvia Bre ; a cura di Ottavio Fatica

Milano : Adelphi, 2022

Abstract: «Come un pezzo di ghiaccio su una stufa rovente la poesia deve cavalcare il proprio scioglimento». Questa spiazzante formula di poetica racchiude i due estremi del fuoco e del ghiaccio, al centro della visione di Frost come di molti suoi versi - estremi inestricabilmente complementari, di quelli che fanno il tormento e la delizia di critici e lettori. «Ma il bello sta nel modo in cui lo dici» recita un suo verso. Così, dietro i grandi monologhi drammatici espressi in un parlato popolare, come dietro i sonetti e le altre composizioni formalmente ineccepibili da lui predilette - del verso libero diceva che era come «giocare a tennis senza rete» -, c'è sempre qualcos'altro. Qualcosa che ci turba, che ci mette in discussione, e non si lascia domare. Sarà per questo che le sue poesie, anche a leggerle cento volte, manterranno sempre la loro freschezza, continueranno a custodire il loro segreto. In questa vastissima scelta, tratta da tutta la sua produzione, il lettore avrà modo di incontrare il maggiore poeta americano del Novecento, diventato paradossalmente, come tutto ciò che lo riguarda, il più 'moderno', forse perché il più refrattario, ingannevole, e a modo suo audace, fra i grandi modernisti. Quello con cui bisogna ogni volta tornare a fare i conti.

Lo stretto sentiero del profondo Nord
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Bashō

Lo stretto sentiero del profondo Nord / Bashō ; traduzione e cura di Chandra Candiani e Asuka Ozumi

Torino : Einaudi, 2022

Abstract: Un racconto di viaggio può essere molte cose diverse: un semplice rapporto, un portolano, un promemoria, un romanzo di formazione, un taccuino di appunti, magari in forma di disegni, una raccolta di incontri con volti e persone, un reportage, la cronaca di una fuga, persino un canzoniere. Questo di Bashô, è un pellegrinaggio e nel contempo il ritratto più preciso e profondo del Giappone e del suo spirito, che incontra la lingua italiana nella magia della traduzione di Chandra Candiani e Asuka Ozumi. Siamo nel 1688, Bashô è forse il più grande poeta contemporaneo. Il percorso narrato, in realtà solo parte di un itinerario più lungo, dura circa centocinquanta giorni in un territorio all'epoca quasi selvaggio, comunque pericoloso: «ho [...] intrapreso questo pellegrinaggio in terre remote nella consapevolezza della vacuità di tutte le cose, pronto a rischiare la vita»... La scrittura del viaggio, tuttavia, si prolunga per altri cinque anni, durante i quali Bashô, poeta e maestro di poeti, Maestro zen, inquieto e instancabile viandante, ricorda, probabilmente affina e precisa, forse aggiunge, o elimina, un verso, uno haiku, una parola. Insomma, modifica la cronaca diaristica fino a farne opera , composta tanto dal viaggio in un territorio concreto, fatto di natura incontaminata non meno che di monumenti lasciati dagli uomini e di sterminate reminiscenze letterarie, quanto dal racconto del viaggio dentro un'anima. Lo stretto sentiero del profondo Nord - scrive Asuka Ozumi nella sua prefazione - viene considerato il «capolavoro assoluto» di Bashô. «I mesi e i giorni sono eterni viandanti, e così gli anni, che vanno e vengono, sono viaggiatori. Per chi trascorre la vita su una barca, per chi invecchia tirando il morso del cavallo, ogni giorno è viaggio, e il viaggio è la sua casa [...] Io pure, da chissà quando, sono stato preso dalla brama di errare, invogliato da una nuvola sperduta sospinta dal vento, e ho vagato per le coste».

Ararat
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Glück, Louise

Ararat / Louise Glück ; traduzione di Bianca Tarozzi

Milano : Il Saggiatore, 2021

Abstract: Camminiamo in un cimitero: i fiori incoronano una lapide, la tomba di una persona cara. Ci muoviamo sull'erba schiacciata dai piedi dei tanti che, come noi, procedono disorientati tra le tombe. Ripensiamo a ciò che è stato e, all'ombra di un faggio rosso, udiamo ancora una volta le nostre risate e i nostri pianti di bambini, la ninnananna sommessa di una madre che culla un figlio, il canto di un uccello che trafigge il silenzio di un padre, il nostro. Ararat è un commovente ritratto di famiglia, turbato, sullo sfondo, dalla presenza gelida della morte. Il lutto, dice Louise Glück, è una ferita aperta, pulsa, brucia; ma aspetta: il tempo trascolora, le ore sfioriscono. I giorni diventano mesi, i mesi anni: allora riviviamo l'ultimo saluto, il tremore di una mano, i sorrisi che non nascondono le lacrime, e capiamo che la sofferenza è compagna inevitabile della compassione, dell'amore. E nella dolcezza del dolore diventiamo inequivocabilmente umani.

Paesaggio con fratello rotto
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Gualtieri, Mariangela

Paesaggio con fratello rotto / Mariangela Gualtieri

Torino : Einaudi, 2021

Abstract: Da tanti anni sono vicino alla Valdoca, da tanti anni sento un'affinità di cammino e passione... ora in questo "Paesaggio con fratello rotto" ritrovo, magnificamente espressi, i motivi essenziali che ricorrono fin dai primi tentativi del 1983... il senso di una domanda... un incalzare di domande... quella della Valdoca è una poesia interrogativa... piú vicina a Leopardi che a Montale... è una poesia di tremore e di urgenza... e qui nel Paesaggio la Geisha, la Ragazza Uccello, il Macellaio incarnano tutto questo chiedere brancolante. «Che parto rifiutato ha fatto di noi solo un nome e un cognome?» «Che cosa fa di noi solo un grumo nello splendore del mondo?» Questo splendore intravisto, questa luce che ci spetta è il vero tema di Mariangela: un grido che esige la gioia e, per averla, esplora ogni nota del dolore. Ma cosa rende cosí originale il suo canto? È il fatto che una poesia come questa, una poesia di archetipi e di primordiali presenze, trova il proprio alfabeto nel palpito piú vivo della lingua attuale, in un udito attentissimo alla parola contemporanea... qui l'antico s'intreccia a qualcosa che pulsa nell'ora, a qualcosa che sta per accadere... cosí remoto da essere una profezia... il nostro fratello rotto... cosí remoto da essere imminente...

Germania, una fiaba d'inverno
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Materiale linguistico moderno

Heine, Heinrich <1797-1856>

Germania, una fiaba d'inverno / Heinrich Heine ; traduzione e cura di Nino Muzzi

Arcidosso (GR) : Effigi, 2021

Abstract: Il poemetto Germania, una fiaba d'inverno, che qui viene presentato nella traduzione in versi di Nino Muzzi con testo tedesco a fronte, s'inscrive ancora per l'autore nel cerchio della speranza, la speranza rivoluzionaria che apre scenari fiabeschi e dà al Poeta la forza di Anteo, perché quell'odiata bandiera tedesca sventola su una terra amata dal Poeta, amata e rifuggita e di nuovo desiderata: E quando udii la lingua tedesca, ebbi una sensazione sorprendente; mi parve che il mio cuore si mettesse a sanguinare proprio allegramente.

Il nostro volto
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Materiale linguistico moderno

Marcoaldi, Franco - Montanari, Tomaso <1971- >

Il nostro volto : cento ritratti italiani in immagini e versi / Franco Marcoaldi, Tomaso Montanari

Torino : Einaudi, 2021

Abstract: L'identità italiana - fin dagli albori aperta, inclusiva, meticcia - non l'hanno certo stabilita i confini dello Stato tracciati nel 1861. Il nostro io ha una storia lunga secoli, che possiamo scorgere nelle quartine dei poeti e nelle pennellate degli artisti che da sempre ne hanno rivelato i tratti più luminosi e insieme i più oscuri. L'Italia di Cecco Angiolieri, che vorrebbe tenersi le donne giovani e leggiadre e lasciare quelle vecchie e laide agli altri; e quella di Ariosto, che invece langue, disposto persino forse a morire per un pio sospiro dell'amata. L'Italia del potere che si mostra sfacciato e ripugnante alla televisione, di Caproni; e quella assetata di giustizia e di amore, di Fabrizio De André. L'Italia della campagna dura ma piena di grazia cantata da Virgilio e quella protesa nella volontà morente di Giovanni Giudici, afflitta dal pessimismo dell'intelligenza che si fa strada tra il clangore imperiale di un fascismo che pare eterno. Ognuno di questi brani poetici si riflette nelle mille sfumature di un ritratto: dagli occhi sfatti di pianto che mostrano al mondo la lucida disperazione di Giordano Bruno, fino ai chiaroscuri arcani e seducenti di Ferdinando Scianna. Marcoaldi e Montanari ci conducono in un percorso attraverso i tanti volti delle italiane e degli italiani; un viaggio al cuore della nostra immagine esistenziale e sociale, in cui il passato, per usare le parole di Carlo Levi, riprende vita come animato dalla mano amica del tempo che lievemente si poggia sopra ogni cosa

Dans la rue
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Materiale linguistico moderno

Bruant, Aristide <1851-1925>

Dans la rue / Aristide Bruant ; traduzione e cura di Nino Muzzi

Arcidosso (GR) : Effigi, 2021

Abstract: Le sue poesie cantate hanno ispirato generazioni di cantanti che si sono susseguite dopo la sua morte avvenuta nel 1925. Però, malgrado affondi per ben 25 anni nel “secolo breve”, Aristide Bruant resta un uomo dell’Ottocento e in particolare del periodo, ampiamente dilatato nell’immaginazione collettiva, che va sotto il nome di Belle Époque